Lettera ad un elettore indeciso. Dici che la nostra opposizione (del PD) è stanca e si è parlato troppo del caso Noemi? Premetto che anche io trovo che questa campagna elettorale sia stata penosa. Lo è stata per le qualità infime del nostro premier che ha monopolizzato con le sue bassezze il dibattito politico italiano ed estero. Come ha riportato il Times e poi l’Economist si dovrebbe dimettere. Per cui, anche se non ritengo che il problema maggiore di Berlusconi sia che è un bugiardo cronico che usa la carica che ricopre per fini privati (che poi è la stessa accusa che da 10 anni la sinistra gli butta addosso), ritengo che il PD aveva il dover di metterlo con le spalle al muro. E al muro ce l’ha messo tanto che, con mio stupore, è in grossa difficoltà come non capitava da un po’. Nel frattempo mi sarei aspettato da sinistra e da destra (UdC e IdV) qualche voce, qualche tema di nicchia, qualche azione eclatante. Invece il nulla. Solo Pannella (sempre lui!) e la Bonino sono riusciti a giocarsi un tema (quello dell’informazione).
Se non votassi per il PD voterei o per i Radicali o per Sinistra e Libertà. Il fatto che nessuna di queste liste supererà il 4% mi convince a maggior ragione a votare il PD per rafforzare il PSE.
Sull’opposizione. Ieri Berlusconi a Porta a Porta ha sostenuto che per i precari sono già attivi cassa integrazione e sostegno alla disoccupazione. E’ semplicemente falso, Franceschini l’ha pure detto a chiare lettere. Tutto tace. Il problema non è il fatto che il PD non faccia opposizione, ma che o si va in piazza a insultare Napolitano (e si va sui giornali solo per quello…) oppure le conferenze stampa quotidiane che tengono i nostri consiglieri e parlamentari semplicemente non vengono riportate. Poi l’uguaglianza non vi vedo al TG = non fate nulla è difficile da smontare.
Infine non credo che la soluzione a Berlusconi sia trovare un Berlusconi di sinistra. Che poi probabilmente B. è già il Berlusconi di sinistra che si è messo in proprio. Il problema della sinistra italiana è che è diventata sterile, chiusa, ottusa, paladina di burocrazie autoconservanti. Non riesce a rappresentare più nessuno. Cito: “I comunisti sono diventati quelli che lavorano al Comune?”.
Dopo 10 anni in cui la sinistra italiana ha sostenuto il pensiero unico neoliberista da una parte e lo zapatismo messicano dall’altra non abbiamo più occhi per guardare la realtà. Questo è il problema che tiene lontano dal PD (e da tutta la sinistra) la maggioranza degli under30, dei lavoratori in proprio, dei precari, dei dipendenti di piccole e medie imprese (più del 90% del totale).
ultimi fuochi di campagna elettorale. Ieri volantini distribuiti alla stazione di Balduina. Stamattina repetita e poi un po’ di volantinaggio virale in ufficio (solo colleghi “sicuri”). Domani ancora volantini a Balduina (stazione e banchetto), quello che avanza nelle buche delle lettere di amici e conoscenti. Tra oggi e domani pure qualche telefonata.
La partita delle europee. Il 6 e il 7 giugno si vota per il parlamento europeo. La sfida, a livello continentale, è tra i due gruppi più forti: i popolari (PPE) e i socialisti (PSE). I primi, che in Italia si definiscono centristi, sono la destra moderata, i secondo sono la sinistra moderata. Al centro di questa tornata ci sta anche l’Italia: il debutto in Europa del PD e la formazione di un nuovo gruppo dei socialisti e democratici europei potrebbe spostare l’asse del governo d’Europa. L’attuale commissario Barroso infatti è espressione della destra europea ed è un campione delle politiche neoliberiste (prima come premier portoghese poi come commissario della UE). Lo spostamente del PDE, con al suo interno il movimento di Bayrou e 5-6 partiti riformisti e laburisti, dall’ALDE (liberali) al PSE (socialisti) dovrebbe bastare a compensare la crisi delle formazioni storiche (SPD, PSOE e PSF oltrre i laburisti inglesi).
In Italia di tutto questo scontro si viene a sapere solo per qualche (sterile) polemica sul posizionamento del PD. E’ anche vero che nel gruppone dei socalisti e democratici andranno a confluire anche gli eletti di Sinistra e Libertà in quota di Sinistra Democratica e dei Socialisti. Non mi pare però che agli italiani interessi più di tanto la conformazione del parlamento europeo. Forse a torto lo giudicano un problema tutto di politica-politicante. Come al solito siamo più interessanti a questioni ombelicali (questo volta anche un po’ più sotto) che riguardano solo il Belpaese. Parlando solo di politica vedo 3 sfide:
- all’interno della destra: il PDL di Berlusconi vuole raggiungere il 40% per poter trattare la resa di Lega e UDC in modo da costruire il partito unico. E’ forse l’ultima sfida di Berlusconi al sistema ed è la più difficile da realizzare perché la Lega sta benissimo e anzi continua a crescere rubando voti al nord proprio alla PDL ora in difficoltà anche al sud (Abruzzo e Sicilia). L’UDC, a dispetto delle previsioni, sopravvive e mantiene invariato il proprio peso elettorale (5-6%).
- all’interno della sinistra: IDV (DiPietro), PRC-PdCI e Sinistra e Libertà si contendono il voto di protesta e in uscita dal PD. Al momento l’unico che ha buone chance di superare lo sbarramento del 4% è DiPietro. Il che aprirebbe scenari impensabili solo qualche mese fa. Di Pietro parla apertamente di un suo nuovo partito capace di restare stabilmente all’8% e quindi sotterrare ogni ambizione di quel che rimane a sinistra del PD.
- all’interno del PD: se la campagna populista di Franceschini funzionerà il PD dovrebbe riuscire a continuare la sua risalita fino al 27-28%. Il problema viene dopo: per esigenze elettorali si può anche scommettere sul populismo, ma è difficile poi continuare su quella strada dopo le elezioni. Il congresso, soprattutto se si arrivasse al 28%, sarà determinante. Ad oggi pare che le due posizioni in campo siano una interessata a resuscitare la vecchia coalizione ulivista (da Casini a Ferrero passando per Pannella e DiPIetro), l’altra intenzionata a portare avanti la posizione veltroniana del “campo riformista” con possibili alleanze solo con chi appoggia il programma del PD. Al centro della questione però sempre e solo un punto: un PD sotto al 30% può allearsi con chiunque, ma non vincerà mai.
Ecco perché il 6 e il 7 giugno è importante andare a votare: per l’Europa e, se non per l’Italia, almeno per il tipo di politica che vorremmo nel nostro paese. Benché ci siamo molti sfascisti che ripetono che il voto non conta, è dai risultati elettorali che si sono ottenuti i cambi di segreteria, le dimissioni di capi di governo, l’inizio delle faide interne ai partiti di maggioranza. Chi vuole contare per prima cosa ci prova, agli altri i pettegolezzi.
Europa league su mediaset. Il Genoa è in Europa League. Io ho SKY per vedere il Genoa in campionato. Ergo devo cambiare abbonamento anche per il campionato e passare al digitale terrestre?