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L’Associazione Ex Lavanderia mi informa che Montino (PD) e Nieri (SeL) hanno presentato una memoria di giunta in regione Lazio per salvaguardare la ex lavanderia del S. Maria della pietà, occupata dall’omonima associazione e utilizzata per fini culturali in un quartiere periferico sprovvisto di altre presenze simili.
SANTA MARIA DELLA PIETA’
Montino e Nieri: “salvaguardare la Ex Lavanderia “.
L’Associazione Ex lavanderia: “Per la Regione assegnare il Padiglione 31 (e il 41) è possibile anche subito, basta averne la volontà”In una “Memoria di Giunta” il Vicepresidente della Regione Montino e l’Assessore Nieri propongono un “tavolo di concertazione” tra enti ed associazioni presenti al S.Maria della Pietà allo scopo di operare “la salvaguardia nonché il sostegno delle esperienze attive nei padiglioni 31 e 41″ (cioè l’Associazione Ex Lavanderia e la Cooperativa integrata Passpartout).
L’Associazione Ex Lavanderia chiede un incontro immediato ai responsabili della Regione Lazio ricordando che la Regione può operare direttamente per l’assegnazione del Padiglione 31 e del Padiglione 41.
L’Assestamento di Bilancio del 2008 trasferisce le proprietà ASL direttamente alla Regione. Quindi, se l’intenzione reale è quella dichiarata, non è necessario alcun tavolo interistituzionale.
Sul destino dell’Ex Manicomio si è scelto senza alcun tavolo partecipativo neanche quelli dovuti e promessi. Non si comprende perché proprio oggi, sugli ultimi 2 padiglioni da destinare, si dovrebbe invece aprire questa complessa concertazione.
L’assegnazione all’Associazione Ex Lavanderia del Padiglione 31, richiesta negli anni da decine di associazioni e centinaia di cittadini, ne garantirebbe la prosecuzione dell’attività culturale pubblica, così come quella del Padiglione 41 manterrebbe almeno una presenza di cooperazione integrata dopo quelle liquidate a seguito dello smantellamento illegale degli ostelli.
Nel rivendicare l’Assegnazione, l’Associazione non intende comunque rinunciare ad esprimere il proprio dissenso rispetto allo spezzatino di funzioni realizzato al S.Maria della Pietà e alla sua riospedalizzazione.
L’Associazione continua a chiedere scelte immediate e concrete:
- la collocazione annunciata per anni e mai realizzata dei servizi universitari
- la pedonalizzazione del Parco
- il ripristino degli ostelli
- una collocazione definitiva e dignitosa del MunicipioInfine chiede che siano individuate le responsabilità e sia fatta luce sull’operato della ASL RME in merito all’utilizzo improprio dei padiglioni ristrutturati per il Giubileo, all’affidamento sospetto di padiglioni ad enti privati, al reinserimento di strutture psichiatriche, all’uso delle risorse destinate alla Salute Mentale.
Ricordiamo infine che la ASL RME ha intentato 2 processi contro esponenti dell’Associazione di cui il primo concluso con l’assoluzione ed il secondo in corso.
La ASL sta spendendo ulteriori soldi pubblici per assoldare prestigiosi avvocati costringendo inoltre l’Associazione a spese spropositate per potersi difendere.
Il 10 ottobre si terrà un concerto per raccogliere fondi per le spese legali. Partecipano gratuitamente numerosi artisti tra cui gli Acustimantico, i Tetes De Bois, Francesco Di Giacomo, Andrea Rivera, La Minima Orchestra , i Pad 31
Sgomberi a Roma zona viale Regina Elena. Prosegue la politica di sgomberi forzosi utilizzando le forze dell’ordine. Una strategia che esaspera le tensioni sociali presenti da sempre a Roma: nei 15 anni di centrosinistra si era cercato di governare l’emergenza abitativa con lo scambio regole in cambio di dialogo. La giunta Alemanno invece propone il proprio volto più duro e intransigente che costringe le famiglie occupanti, i residenti limitrofi e persino le forze dell’ordine al rischio dello scoppio della violenza alimentata dalla disperazione:
Dalle prime ore di questa mattina è cominciato lo sgombero dell’ospedale Regina Elena in via Castro Laurenziano, nelle cui aree in disuso da anni, avevano trovato residenza circa 250 famiglie senza casa. E’ quanto segnala, in una nota il movimento di lotta per la casa Action e il capogruppo de La Sinistra-L’Arcobaleno in Campidoglio, Andrea Alzetta.
“In questo momento, con una operazione di polizia enorme e inaccettabile, lo stabile – spiega il movimento – sta per essere evacuato, forse per essere restituito all’Università e ricadere ancora nell’abbandono e nell’incuria, o forse per diventare l’ennesimo ‘affare’ di qualche gruppo bancario o immobiliare”.(ANSA).È iniziato lo sgombero dell’ex ospedale Regina Elena, occupato nel 2007 da circa 200 famiglie senza casa, italiane e straniere, insieme al coordinamento cittadino di lotta per la casa, Action e comitato obiettivo casa. La zona intorno all’edificio, tra via del Castro Laurenziano e viale Regina Elena, è chiusa con transenne e controllata da numerosi agenti di polizia e carabinieri. Sei autobus sono stati messi a disposizione da Atac per il trasporto degli occupanti nelle diverse destinazioni. “Saranno portati in residence fuori Roma – ha detto un attivista dei comitati – Abbiamo chiesto al Comune informazioni sullo sgombero, ci hanno detto di non saperne nulla: non è vero, perché al momento dello sgombero era già installato un gazebo del comune dove gli sgomberati sono stati registrati a uno a uno”. Le operazioni finora si sono svolte pacificamente, solo al momento del passaggio di uno dei pullman si è registrata un po’ di tensione. Gruppi di attivisti intanto scandiscono slogan per il diritto alla casa.
Un gruppo di circa 60 occupanti del Regina Elena si è barricato in una parte dell’immobile cercando di opporre resistenza passiva allo sgombero. Alcuni senza casa sono saliti su un terrazzo dell’edificio. Intanto su viale Ippocrate è schierato un drappello di agenti delle forze dell’ordine pronto a intervenire. “Sappiamo che su questa strada dovranno passare i pullman con gli sgomberati”, dice un attivista di Action in presidio su viale Ippocrate insieme ai comitati di lotta.
Roma, ancora censura e sgomberi. Il collettivo che gestisce da anni il Rialto (www.rialto.roma.it) mi informa che oggi (28 luglio 2009) la Questura ha sgomberato anche il Teatro, ultimo spazio artistico rimasto ancora in attivita’ dopo lo sgombero del 20 marzo. Viene meno la foglia di fico della giunta Alemanno: ossia la repressione delle sole attivita’ commerciali.
Da oltre 10 anni il Rialto S.Ambrogio opera nella città di Roma. Chiudere il teatro vuol dire voler impedire il protrarsi dello svolgimento del ”reato” dell’attività teatrale. Non c’è niente di più degradante per una società libera vedere operare l’ordine pubblico per impedire rappresentazioni teatrali.
Il Comune di Roma anche questa volta si dichiara estraneo all’iniziativa della questura, e quindi appare evidente che così facendo si dichiara manifestamente incapace di alcuna mediazione, magari sottoposto a strane pressioni di entità esterne all’amministrazione.
Il tutto accade all’indomani della mobilitazione in merito ai tagli definitivi al FUS, al crollo dei finanziamenti e alle deriva istituzionale e legislativa. Una contingenza che probabilmente metterà fine a molte strutture e darà un colpo di grazia a compagnie e produzioni soprattutto di ricerca. A questa lotta il Rialto partecipa attivamente, nonostante la sua distanza da qualunque finanziamento pubblico. Ritenendo importante affermare il peso civile della cultura all’interno di una democrazia reale si chiede a tutto di manifestare il proprio dissenso partecipando ad una iniziativa che stiamo organizzando per i prossimi giorni.
- Nationalised banks must go green | Kevin Smith | Comment is free | guardian.co.uk –
- The Video Bay: The Pirate Bay Takes on YouTube – News and Analysis by PC Magazine –
- Lavoce.info – ARTICOLI – IL POSTO PUBBLICO? SI EREDITA –
- Lavoce.info – ARTICOLI – EDITORI SENZA TRANSPARENCY –
- East Online – Sipario –
- Il Messaggero Proposta di Romano Prodi –
- Iran’s Post-Election Uprising: Hopes & Fears Revealed –
- Io, la mosca bianca « Champ’s Version –
- «Scappo. Qui la ricerca è malata» – Corriere della Sera –
- L’astensione senza opposizione – Politica – Repubblica.it –

